Guida breve al nuovo percorso museale

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Con l’apertura della mostra A passo di Carica. Murat, re di Napoli, il percorso museale del Palazzo Reale di Napoli cambia. I visitatori dopo aver acquistato il biglietto entreranno dal lato destro dello Scalone d’onore, per proseguire sull’ambulacro verso la cappella Palatina dove, oltre il bel presepe napoletano e l’altare intarsiato di pietre dure, potranno ammirare opere provenienti da aree chiuse per restauro: la bella tela sul Ritorno del Figliuol Prodigo del 1658 di Mattia Preti, il cavalier Calabrese dai toni ancora caravaggeschi o Gesù fra i dottori dello Spadarino.

Proseguendo per la mostra storica fra ambulacro e Salone d’Ercole, si trovano esposte le testimonianze del periodo in cui Murat era un militare e della sua ascesa a re di Napoli, attraverso Ritratti e oggetti da parata con i simboli del potere. A questi si accompagnano oggetti personali e piccoli dipinti che testimoniano aspetti di carattere più familiare e intimo, che riguardano anche Carolina Bonaparte e i suoi figli. Fra questi, molti dipinti di paesaggi che nostalgicamente ricordano alla corte e alla famiglia reale i luoghi dove hanno soggiornato o quelli in cui adesso vivono, mentre un intero settore riguarda i cambiamenti legislativi e urbanistici della città. Durante il periodo murattiano si fondò, infatti, il Corpo di ingegneri di ponti e strade e la prima Scuola di Applicazione ingegneristica che permise la realizzazione di luoghi di vita civile adatti ai nuovi fabbisogni dei cittadini.
Uscendo dal Salone d’Ercole altre vetrine illustrano ancora le nuove leggi e si conclude con il Proclama di Rimini, attestazione anticipatrice dell’ideale di Italia Unita, che riguarda la fase finale della vita di Murat, catturato a Pizzo e fucilato.

Il percorso museale continua a destra nella Sala delle Guardie dove è stato spostato il curioso leggio rotante di Giovanni Uldrich (1792) che faceva parte della biblioteca di Maria Carolina d’Austria. Da qui si accede allo Studio di Murat con rari mobili del decennio napoleonico di Adam Weisweiler con applicazioni dorate di Pierre Philippe Thomire su legni scuri. Da qui si entra nel Salotto della Regina che presenta un soffitto di stucco dorato dalla classica creatività decorativa rococò, un orologio con automi del Settecento inglese e una serie di importanti piccoli tavoli fra cui quello dell’opificio di pietre dure di Firenze.

Il percorso procede in senso opposto con la visita alla sala XII dove è esposta la fioriera con gabbietta di Manifattura imperiale russa e l’orologio musicale con organo meccanico e automi del 1730 firmato da Charles Clay, insieme ad una serie di quadri fiamminghi di collezione borbonica fra cui Gli esattori delle imposte di Marinus van Roymerswaele e la Canonichessa di Nicolas Maes.

Da qui si prosegue verso il passetto con affreschi del Seicento di Battistello Caracciolo, allievo di Caravaggio, che rappresentano l’Incontro di Consalvo de Cordoba con gli ambasciatori di Napoli, e uno splendido arazzo di manifattura napoletana, un tempo nella camera da letto del re, con l’Allegoria della Pudicizia di Pietro Durante su disegno di Francesco De Mura.

Da qui, superata la cappella di Maria Cristina di Savoia, oratorio dell’antico appartamento privato, si accede alla sala degli Ambasciatori già antica Galleria con affreschi del Seicento sulle Storie di Spagna , dove oltre gli arazzi e gli arredi è stato sistemato un Trono del Negus riportato dall’Africa nel secolo scorso.

La visita prosegue alla Sala del Trono e alle anticamere dove nella Prima sono state sistemate altre opere proventi da sale attualmente in restauro per permetterne la fruizione, come l’ Adorazione del Bassano e la Venere di Luca Giordano. La visita termina nel Teatro di corte, dono di nozze di Ferdinando di Borbone alla sua sposa Carolina d’Austria.

Il percorso è supportato, oltre che dalle paline didattiche, dall’App “Enjoy Palazzo Reale”, scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet.

Rosa Romano d’Orsi